Sauvage | Francesca Alberti, Alessandro Chemie | Vera Mormino, Arteria Mediterranea

È possibile far coesistere in uno stesso spazio passato e futuro? Questa domanda scorre lungo tutto il tempo-non tempo di Sauvage, performance di musica drone noise e circo contemporaneo, disegnata su un’architettura spaziale di elementi naturali arcaici dove brandelli di plastica che sgorgano fra pietre laviche, rami e materiale organico svelano l'artificio dell'uomo come segno contemporaneo preponderante sul mondo naturale. Protagonista una corda aerea, linea verticale che spezza il continuum orizzontale e il principio causa-effetto del tempo lineare; linea che ridiscute passato e futuro per riorganizzare il presente, rimbalzando tra il desiderio di un ritorno a un passato arcaico, archetipico e istintuale, la paura di perdere ciò che il presente trattiene del progresso, e un'ipotesi di futuro che si staglia come un funambolo in fragile equilibrio fra l’apocalisse e nuovi possibili inizi.